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Aug
19th
Tue
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Mamma, ho tradotto un titolo

L’altro giorno, facendo zapping alla tv, mi sono imbattuto in un film che mi ricordava qualcosa. Un rapido passaggio di televideo -> Mereghetti -> imdb e scopro che il film è il seguito di quello che ricordavo io. Ecco il risultato delle mie indagini:

  • Il primo film si intitolava My Girl, ma è stato tradotto con Papa’, ho trovato un amico perchè ci recita Macaulay Culkin ed è uscito poco dopo Mamma, ho perso l’aereo, occasione che un titolista che si rispetti non può mancare per riproporre all’infinito l’unica idea che gli sia mai venuta declinandola per ogni film successivo con cui riesca a fare il più blando dei collegamenti.
  • La ragazzina protagonista, che in originale si chiama Vada, nel primo film viene tradotta in Vera. Le motivazioni riguardanti questa scelta sono assai misteriose, ma io sono riuscito a partorire due ipotesi. O esiste una regola per cui un personaggio non può chiamarsi con un congiuntivo, oppure ci deve essere qualcosa di sbagliato nei nomi con radice Vad, come ben ci ricordiamo da Vader -> Fener.
  • Il secondo film (My Girl 2) è stato tradotto in Il mio primo bacio. Non potendo più riciclare l’idea dell’altra volta causa morte del personaggio interpretato dal biondino nano, il titolista utilizza uno dei trucchi del mestiere: farsi ispirare il titolo da una scena a caso, che non rappresenta l’argomento principale del film. Questa scelta potrebbe anche essere giustificata, in fondo non è facile fare un bel titolo su una bambina che cerca informazioni sulla propria defunta madre, ma almeno il nostro prode titolista poteva ricordarsi la toccante scena del primo film in cui Vada/Vera bacia l’insopportabile biondino, prima che questo ci lasci le penne.
  • Probabilmente per coprire le tracce dell’errore disseminato nel titolo, nel sequel la nostra Vada/Vera viene chiamata Leda, che però è un conguintivo e invalida la mia prima ipotesi.
  • Il giudizio del Mereghetti sul film è “Almeno nel prototipo moriva Macaulay Culkin”.

AVVERTENZA: questo post è stato scritto per testimoniare la mia ossessione verso gli errori di traduzione/adattamento nei titoli dei film. Se siete sfsortunati ne seguiranno altri. Avrei dovuto scriverlo qua, ma il progetto non ha mai preso piede.

Sep
2nd
Tue
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Mamma, ho tradotto un titolo [2]

Questo post del blazar che riblogga Spoilerin’ mi ha fatto tornare voglia di parlare di titoli. Il post originale è sparito, forse perchè i tipi di Spoilerin’ avevano già recensito il film a modo loro qualche tempo prima. In entrambi i casi si sono ben guardati dal citare il titolo con cui è stato distribuito in Italia, preferendo quello originale o una sua traduzione letterale. D’altronde la scelta di “The Assassination” al posto di “The Assassination of Richard Nixon” rischia di non essere facilmente assimilabile da un cervello sano, che molto probabilmente finisce per difendersi rimuovendo l’informazione. Invece il Titolista (in maiuscolo perchè ormai sta diventando un personaggio ricorrente) in questo caso utilizza una tecnica rarissima nell’arte dell’adattamento dei titoli, detta tecnica del troncamento, di cui “Le tre sepolture” al posto di “The three burials of Melquiades Estrada” è il più fulgido esempio. Con l’aggiunta del mantenimento della lingua originale il Nostro raggiunge un doppio scopo. Il primo, risultato classico della tecnica del troncamento, è quello di banalizzare il titolo togliendo gli unici elementi che possano incuriosire il lettore, rappresentando di fatto il tratto principale che dovrebbe distinguere la pellicola dalle altre. Così “Guarda! Un film sull’assassinio di Richard Nixon, ma lui è vivo! Dev’essere interessante.” diventa “Toh, un’altro film su un assassinio”, oppure “Fico! Un film su un uomo che viene seppellito 3 volte!” diventa “Che palle, un film che parla di funerali”. Il secondo è quello di far confondere un film impegnato con Sean Penn con un qualsiasi action movie con Sylvester Stallone e Antonio Banderas: “Che palle! In questo film non sparano a nessuno, rivoglio i soldi del biglietto!”.

Sep
7th
Sun
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Mamma, ho tradotto un titolo [3]

Il Titolista, si sa, è un tipo imprevedibile. A noi piace pensare che sia solo un grigio impiegatuccio al soldo di qualche borioso responsabile marketing delle compagnie cinematografiche, e che mai e poi mai potrà riuscire ad eguagliare il capolavoro di insulsaggine che è “Se mi lasci ti cancello” per “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”. E invece lui se ne esce all’improvviso con “Decameron pie”, sottotitolo “Non si assaggia… si morde!”. Il risultato è talmente stupefacente che sono tre giorni che ho letto il titolo e sono ancora sballato. Con un colpo di genio, un’azione travolgente degna di un grande fantasista, il nostro eroe crea un’associazione tra due film che non c’entrano un cazzo l’uno con l’altro, recupera il riferimento al Decameron che gli autori originali avevano lasciato cadere per senso del pudore e riesce pure a beccarsi i complimenti del recensore del film che non sa assolutamente cosa dire di una pellicola talmente insulsa che in America è uscita direttamente in DVD. Poi, per infierire sull’avversario già a terra, aggiunge un sottotitolo misterioso sul cui significato gli studiosi potranno continuare a interrogarsi per secoli. Di fronte a tutto ciò non ci interessa sapere quale era il titolo originale, o quali erano i metodi migliori per preservare eventuali riferimenti o giochi di parole in esso contenuti, vi basti sapere che le Titoliste, avversario francese del nostro, ha prodotto uno scarsissimo “Medieval pie”.

Oct
19th
Sun
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Voglio approfittare per denunciare un altro grave abuso dell’uso della traduzione. Pensate che il film del 1995: “Weapons of ass destruction” è stato tradotto con “Mamma ho preso l’uccello.” È uno scandalo, ancora una volta il provincialismo italiano rovina tutto.

Aui, via mail (via blazar)

Mi sa che dovrò cominciare a indagare sul periodo buio del Titolista, quando per sbarcare il lunario traduceva titoli di film porno.

Oct
20th
Mon
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Mamma, ho tradotto un titolo [4] - La fine del Titolista?

Devo ammetterlo, per un attimo ho avuto paura. Paura che lui se ne fosse andato, sparito nel nulla, licenziato nonostante gli anni passati a modificare in maniera insensata parole di titoli solo per dare ai suoi capi la parvenza della sua utilità. Avranno capito che non c’era davvero alcun motivo di tradurre “Le silence de Lorna” con Il matrimonio di Lorna, e l’hanno fatto fuori - mi sono detto. D’altronde cos’altro potevo pensare quando ho visto che tutte le uscite di quella settimana (compreso un film italiano) avevano i titoli in lingua straniera? E uno di quei film si intitola “The Hurt Locker”, frase che, nonostante le mie discrete conoscenze di inglese, mi risulta alquanto oscura. Questa era la prova che i distributori avevano deciso di fare a meno del suo operato, ormai ritenuto talmente inutile da rischiare facendo uscire un film dal titolo incomprensibile. Ero davvero sconsolato, anche se lo critico molto non vuol dire che non gli voglia bene.

Poi sono andato a vederlo, il film, e alla fine non avevo ancora capito cosa cazzo volesse significare “The Hurt Locker” (no, l’armadietto del dolore non significa nulla nel contesto del film). Allora mi è venuto un dubbio, ho controllato, e ho capito che neanche i madrelingua hanno ben chiaro cosa diavolo voglia dire quella frase. Quindi forse c’era ancora una speranza! Forse si era semplicemente arreso alla troppa semplicità dei titoli degli altri film e all’impossibilità di comprendere questo! E questa settimana ne ho avuto la conferma: il Titolista è tornato! (E si diverte ad aggiungere le parole 40 anni in tutti i film idioti in cui il protagonista non è di primo pelo, tanto per andare sul sicuro.) Forse si era preso solo una settimana di vacanza.

Oct
7th
Wed
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Mamma, ho tradotto un titolo [5] - Fenomeni di traduzione inconcepibili

Esco per un momento dal mio limbo per ringraziare il sempre amato Titolista, che, grazie alle sue intuizioni geniali disseminate nella storia della filmografia distribuita in Italia, mi ha fatto perdere una mezz’ora su internet a cercare la scheda del film “L’incendiaria”, intravisto l’altra sera in tv e riconosciuto al volo perchè ho letto il libro anni fa, mentre in realtà dovevo cercare “Fenomeni paranormali incontrollabili”.