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29th
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A ognuno i suoi simboli

Ho recentemente scoperto che la festa nazionale di Azione Giovani (così come un’associazione universitaria a loro legata) è intitolata ad Atreju, il personaggio de La storia infinita di Michael Ende. Citando da un loro comunicato: “Atreju, giovane protagonista di un libro e di un film di successo (la Storia Infinita), venne scelto dagli organizzatori diversi anni fa per incarnare il modello di un ragazzo impegnato in una dura battaglia quotidiana contro le forze del Nulla, contro un nemico che invade la fantasia delle giovani generazioni, ne consuma le energie, le svuota di valori ed ideali, sino ad appiattirne le esistenze”.

La scelta è interessante e tutto sommato coerente: i giovani di destra si sentono accerchiati dal declino della nostra società e vogliono ergersi a baluardo di difesa dei loro valori, contro il Nulla che avanza. Poco importa se il personaggio che hanno scelto è un antipatico ragazzino guerriero, monolitico nella rappresentazione caratteriale, prescelto per combattere questa battaglia: anche loro si sentono prescelti e intendono combattere il Nulla a testa bassa, in maniera eroica. Poco importa se nel libro Atreju è destinato a fallire, e che sarà Bastiano (quello sfigato, grassoccio, che legge i libri e vive nel nostro mondo) a salvare il regno di Fantàsia grazie alla sua unica arma: la fantasia.

Atreiu: “Perchè Fantàsia muore ?”
Gmork: “Perchè la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni, così il Nulla dilaga”
Atreiu: “Che cos’è questo Nulla ?”
Gmork: “E’ il vuoto che ci circonda, è la disperazione che distrugge il mondo e io ho fatto in modo di aiutarlo.”
Atreiu: “Ma perchè ?”
Gmork: “Perchè è più facile dominare chi non crede in niente e questo è il modo più sicuro di conquistare il potere.”

Questo dialogo del film è citato anche nel primo disco degli Assalti Frontali, a dimostrazione che solo una quindicina di anni fa era a sinistra che si cercavano stimoli e ispirazioni per combattere il Nulla. Ora questo lavoro viene lasciato alla destra, che si dimostra priva di fantasia, e dopo aver tentato di saccheggiare Il signore degli anelli erge a simbolo un personaggio che combatte il nemico senza sapere cos’è e senza avere possibilità di sconfiggerlo. Gli vorrei dire che hanno scelto male il loro simbolo, invece mi sa che inconsciamente l’hanno scelto fin troppo bene.

Alla luce di tutto questo, la mia idea che la sinistra debba rifondarsi a partire da Peter Parker e dal suo “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” non sembra così stramba come ho sempre pensato.